PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO E CRITERI DI ATTUAZIONE

Lo scopo della prevenzione sismica è quello di dare maggior sicurezza nel tempo ai fabbricati, riducendo i rischi di danni a persone e a cose e consolidandone il valore economico. 

sismografo

Le vicende sismiche che hanno coinvolto il nostro paese a partire dal 2003, hanno messo in evidenza che in un periodo di “crisi” globale e di bilanci governativi in eterno “profondo rosso”, i costi di una ricostruzione sono diventati insostenibili per le casse dello Stato, tanto che più di una voce sostiene che prima o poi lo Stato stesso non potrà più farsi carico di tali oneri, demandando ai singoli proprietari, magari con l’aiuto di compagnie assicurative, magari in regime di incentivi fiscali, la responsabilità di preoccuparsi della ristrutturazione del proprio immobile.

In quest’ottica appare evidente l’importanza di sensibilizzare le amministrazioni dello stato ed i cittadini stessi, sull’importanza della prevenzione del rischio sismico del proprio immobile, attraverso la quale, con progetti mirati e costi correlati alle singole esigenze ed al livello di vulnerabilità riscontrata, si possa incrementare il livello di sicurezza del proprio fabbricato e ridurre in modo significativo i danni che un eventuale forte terremoto potrebbe arrecare alle strutture dell’edificio. 

La prevenzione del rischio sismico in Italia

(PER SAPERNE DI PIU': http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/piano_nazionale_prevenzione.wp)

Negli ultimi 40 anni, a partire dal terremoto del Belice del 1968, i terremoti hanno provocato in Italia circa 4.500 vittime ed una spesa di circa 150.000 milioni di euro. L’unica azione efficace per ridurre le conseguenze dei terremoti è la prevenzione, che, nel caso del rischio sismico, si riconduce principalmente alla realizzazione di costruzioni capaci di resistere a terremoti violenti.

mappa rischio sismico

Negli anni passati, a partire dal 1986 si è cominciato a investire in prevenzione sismica, finanziando però quasi esclusivamente investimenti su edifici pubblici strategici e rilevanti, come ospedali e scuole. Complessivamente sono stati investiti fino al 2003 poco più di 300 milioni di euro per la prevenzione (prescindendo, ovviamente, dagli interventi di ricostruzione post-sisma che hanno sempre comportato un miglioramento della resistenza sismica delle costruzioni danneggiate su cui si è intervenuti), di cui solo 66 milioni per l’edilizia privata.

Dopo il 2003, a seguito del terremoto di San Giuliano, la prevenzione ha avuto un maggiore impulso e, fino ad aprile 2011, sono stati finanziati interventi per circa 750 milioni di euro prevalentemente per le scuole e per edifici pubblici strategici.

Negli ultimi due anni 2010 e 2011, l’attività di finanziamento per la prevenzione del rischio sismico ha iniziato a coinvolgere, pur se in minima parte, anche i privati; ne sono un esempio l’opcm 3907/2010 e 4007/2012 che, oltre ad attivare canali per lo svolgimento di attività di microzonazione (rivolti ai Comuni), e per edifici strategici e rilevanti ai fini del collasso (generalmente edifici pubblici o privati con funzionalità pubbliche), prevedono finanziamenti anche per progetti di miglioramento sismico di immobili di civile abitazione.

Data l’esiguità delle risorse disponibili, i Comuni interessati dai finanziamenti per le civili abitazioni, sono solo quelli a maggior rischio sismico (per vedere un elenco visitare il sito http://rischiosismico.regione.marche.it/web/RISCHIO-SI/Contributi/index.htm ), e le procedure per accedere alle graduatorie utili ed ai successivi contribuiti, sono vincolate da tempistiche rigorose ed incerte nell’esito.


Rimane dunque più semplice allo stato attuale che il singolo cittadino, o il singolo condominio, approfitti di altre opportunità per attivare nel proprio interesse dei controlli finalizzati al miglioramento sismico del proprio immobile.
Ad esempio è fortemente consigliato che nei casi di ristrutturazione dell’edificio o di miglioramento dell’efficienza energetica ed acustica dello stesso, il privato cittadino si preoccupi di valutare il rischi sismico del proprio fabbricato, ed approfitti dei lavori per effettuare anche interventi di rinforzo strutturale (se necessari ovviamente).


In questi casi il privato cittadino deve rivolgersi a personale qualificato, in grado di suggerire in modo corretto e nell’ottica del miglior rapporto qualità/prezzo (non del minor prezzo!) quale è la strategia di valutazione del rischio sismico dell’edificio.


In tutti i modi il cittadino deve sapere che, per effettuare una corretta valutazione sismica, occorrono necessariamente i seguiti passi:
   - Valutare le caratteristiche geognostiche e geofisiche del territorio dove è ubicato l’edificio;
   - Ricercare in tutti i modi possibili il progetto originario del fabbricato;
   - Far eseguire una serie di rilievi e controlli sui materiali strutturali, al fine di caratterizzarne le proprietà meccaniche;
   - Far eseguire da personale esperto, le verifiche di vulnerabilità sismica utilizzando dei software appositamente indirizzati allo scopo;
   - Farsi rilasciare, a conclusione della relazione di calcolo, una sorta di crono programma degli interventi, dai più urgenti a quelli che si possono differire nel tempo.

E’ bene sapere comunque che, al di là delle indicazioni che il tecnico esecutore delle verifiche rilascerà nel crono programma, NON ESISTE L’OBBLIGO FORMALE DEL PROPRIETARIO DI ESEGUIRE GLI INTERVENTI, MA SUSSISTE QUELLO “MORALE” DI ADOPERARSI, NEI TEMPI PREVISTI DAL CRONOPROGRAMMA ED IN BASE ALLE PROPRIE RISORSE ECONOMICHE, AFFINCHE’ VENGANO ESEGUITI DELLE OPERE DI MIGLIORAMENTO SISMICO DEL PROPRIO IMMOBILE

(si legga a tal proposito la circolare del DPC 4 novembre 2010).

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